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( )pera didascalica

di Alessandro Paschitto

martedì 31 ottobre e mercoledì 1° novembre


Credits
  • un progetto di
    Ctrl+Alt+Canc 
  • testo e regia
    Alessandro Paschitto
  • con
    Raimonda Maraviglia, Alessandro Paschitto, Francesco Roccasecca
  • foto di scena
    Marco Ghidelli
  • video
    Alessandro Papa
  • produzione
    Teatro di Napoli, Ctrl+Alt+Canc 
  • Premio Leo de Berardinis 2021

Uno spazio vuoto, disallestito, nudo. Le luci di sala sono accese. Le casse spente, non c’è audio riprodotto. Né costumi: si va in scena con gli abiti del giorno. Si resta lì, buttati, davanti agli occhi degli spettatori. Tre figure – persone prima che attori – e il vuoto intorno, perfetta immagine del nostro presente. L’incapacità di rappresentare si fa immagine di un’altra incapacità: quella di vivere. Il qui e ora del teatro, privato di ogni simulazione, si impregna di significati nuovi: si fa racconto generazionale, esistenziale. La ricerca di un’azione sensata diviene vorticosa e ha il nulla di fatto come destinazione inevitabile. Dopotutto come possiamo rappresentare la vita se delle cose più semplici e quotidiane scopriamo di sapere nulla o quasi? Quale potrebbe essere l’azione di cui si dica: eccola, è questa. Quali le parole? Eppure di tentativo in tentativo, fallimento in fallimento, qualcosa sembra rimanere. Un’eco, un sedimento che si cumula, un’impressione sempre più presente nel vuoto dello spazio. Le ripetizioni scavano come dei solchi, divaricano parentesi ancora non riempite. Se qualcosa appare – infine – lo fa solo in quanto proiettato da un di dentro di chi osserva. Il luogo della rappresentazione si sposta dalla scena vuota al retro dei suoi occhi. Come quando si aspetta un ceffone e non arriva. Dov’è finito? Dentro di noi.

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