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Tipo Spettacolo: Danza

A solo in the spotlight

A Solo in the Spotlights è un tuffo nei meandri dello spazio scenico, in cui il pubblico segue un performer che mette in questione il suo posto sul palco. Le risposte che cerca si potrebbero nascondere sotto fasci di luce artificiali, nascosti in piena vista. Attraversando danza, parole e proiezioni video, il solista esplora aspetti della vita da danzatore, e le rivoluzioni che un corpo conosce quando messo sotto i riflettori.

Ototeman_what if

Ototeman_what if (Ototeman è il termine da cui deriva la parola Totem) sta a metà tra un gioco e un rituale, una stanza fittizia in cui tutto è possibile, due anime strettamente legate tra di loro alla continua ricerca di uno spazio per coesistere. La finalità di Ototeman_what if è quella di esplorare la parte più istintiva del nostro essere, comprendente sia corpo che mente. Una danza ironica e carnale contraddistingue il relazionarsi di questi due corpi che si trovano in uno stato comune ma estraneo, continuo e intermittente, equilibrato ma dissestato.

Vengono continuamente evocate immagini e figure mutaforma che sono lo specchio di ciò che per loro è essere liberi. Le due figure hanno un’identità fluida, non vogliono appiattire le loro differenze bensì farle vivere in unione, fonderle assieme, sovrapporle per creare un’entità più complessa e consapevole, più grande e forte. Ototeman_what if nasce da un’esigenza viscerale di leggerezza e libertà personale, un rito liberatorio e una stanza che auguriamo a tutti di trovare dentro se stessi.

Come Neve

Benessere significa protezione, condivisione, fertilità della creazione. Intrecciando questi elementi, la performance investe lo spettatore con una nevicata improvvisa di corpi in movimento, ferma il suo tempo davanti alla serena contemplazione di un intreccio consapevole di fili che genera nuove forme. La poesia che trasforma il filato in abito rispecchia infatti la creazione artistica del ballerino, entrambi capaci di dar vita a qualcosa di unico, come un fiocco di neve che cade al suolo.

Come sopravvivere in caso di danni permanenti – Primo Studio

La parola greca che vuol dire corpo appare in Omero solo per indicare il cadavere. È questo cadavere, quindi, anzi, sono il cadavere e lo specchio che ci insegnano (che hanno, cioè, insegnato ai greci e ora ai bambini) che abbiamo un corpo” [Michel Foucault]

Come Sopravvivere In Caso Di Danni Permanenti è una radiografia coreografica. Un referto che svela un corpo non utopico, il funzionamento di una macchina imperfetta, gli ingranaggi di un organismo corruttibile. È l’attraversamento di un archivio, testuale e sonoro, legato ad infortuni e debilitazioni, che indaga il tema del dolore fisico ed emotivo post-trauma. In una sala “operatoria” asettica e su sonorità che nascono dal ribaltamento de La morte del cigno, vengono vivisezionati una sequenza di movimento e il corpo di una danzatrice.
Cosa si nasconde in un corpo “performante”?
Ha senso sopravvivere?
Fino a che punto?
A quale costo?