NICO, DESERTSHORE
Concept, coreografia e direzione artistica Giovanfrancesco Giannini
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Concept, coreografia e direzione artisticaGiovanfrancesco Giannini
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PerformanceRoberta Racis, Giovanfrancesco Giannini
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Ambiente sonoroF. De Isabella
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Direzione tecnica e light designValeria Foti
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Produzione, management e distribuzioneKörper Centro Nazionale di Produzione della danza
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Con il supporto diLe Alleanze dei Corpi – ZEIT, IRA Institute
Nico, Desertshore è un concerto di danza che nasce da un’indagine artistica ispirata alla musica, ai testi e all’archivio di Christa Päffgen, in arte Nico. Le tracce del suo album culto Desertshore (1970) compongono la partitura sonora della performance, in cui i corpi dei danzatori danno forma a un universo visivo denso e perturbante. Atmosfere cupe, visioni esoteriche, danze macabre, tempeste interiori e una solitudine ancestrale abitano la scena, evocando un immaginario inedito e desolato. In uno spazio circolare due corpi non si raggiungono mai e sono testimoni del peso dell’esistenza e dell’incomunicabilità. In loro si intravede una frattura con il reale, una cicatrice interiore. Immersi in un altrove parlano con i lori fantasmi e danzano nella loro solitudine. Il tempo si espande in una dimensione a-temporale ancor più dilatata dai suoni, dai rumori, dalla musica e dalle canzoni interpretate da Nico – provenienti dal suo album Desertshore. Desertshore vive di una austerità assoluta, di una insopportabile angoscia esistenziale. Il suo incedere è quello di una umanità incapace di porre rimedio al suo destino; la sua solennità è quella di un urlo che giunge dal fondo dei secoli. Il fronte e il retro della copertina dell’album mostrano immagini tratte dal film La cicatrice interieure di Philippe Garrel (1971). Un’opera spregiudicata che non spiega nulla e che rifiuta tutte le retoriche possibili di una classica storia lineare.