LA (in)COSCIENZA DI ZENO
uno spettacolo di Òyes
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uno spettacolo diÒyes
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regiaNoemi Radice e Umberto Terruso
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testo diDario Merlini, Stefano Cordella, Noemi Radice
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conLivia Castiglioni, Daniele Crasti, Francesca Gemma, Francesco Meola, Dario Merlini, Fabio Zulli
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scene e costumiStefano Zullo
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consulenteSimone Faloppa
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con il sostegno diTeatro Filodrammatici e TDB (Teatro del borgo – Milano)
Nella visione di Oyes, La coscienza di Zeno diventa l’incoscienza di un uomo che è rappresentante di un’umanità superata, di un tempo che sta per scadere, ma che fatica a scomparire. Lo guardiamo senza riuscire ancora a dirgli addio, così come lo guarda in scena un personaggio misterioso, che diventa un vero e proprio tramite tra il mondo del romanzo e la nostra visione contemporanea. In scena un’autoanalisi pubblica a cui prendono parte i personaggi della vita del protagonista, attori attivi della sua coscienza, aggrappati ad un secolo ormai passato e rinchiusi in unsurreale gioco in cui i piani si confondono.
La mente di Zeno ricostruisce ricordi, memorie, aneddoti ed è facile intuire come il punto di vista dichineèprotagonista possadistorcere, falsificare e strumentalizzare la realtà dei fatti. iEl’risultatoquindinaturaleattraversare rapporto tra realtà efinzione, che esiste per natura nell’arte e in particolare nel teatro.
L’ ambigua sovrapposizione tra attore o attrice e personaggio, ambiente e spazio scenico, ricordi e drammaturgia, diario personale (quello di Zeno) e struttura letteraria (quella di Svevo), diventa il cardine del gioco drammaticodi questo spettacolo.