RACCONTO PERSONALE
martedì 19 e mercoledì 20 gennaio
da un racconto di Mamadou Diakité
collaborazione alla riscrittura in forma di racconto
Stefania Marrone
con Mamadou Diakité
regia Cosimo Severo
produzione Compagnia Bottega degli Apocrifi
Un racconto personale, come quelli che capitano in treno, in fila alle poste, in una sala d’attesa…ogni volta che qualcuno ha voglia di ascoltare e si trova a scoprire quanto è diversa dalla nostra la vita degli altri, e quanto simili alle nostre sono le emozioni, i bisogni e l’istinto che la guidano.
Mamadou è un giovane cittadino della Costa d’Avorio che si è mette in viaggio “senza valido motivo”: non c’è una guerra nel suo Paese, non è perseguitato, haaddirittura da mangiare tutti i giorni, tre volte al giorno. Quella di Mamadou è una storia sfrontata e arrogante, che ci racconta di un ragazzo che ha semplicemente pensato di avere diritto a un’occasione nella vita per inseguire un sogno. Una storia lunga, che attraversa il deserto e che comincia con l’incontro con il trafficante più in gamba di tutta l’Africa occidentale: Sita la venditrice.
Il progetto s’ispira a quello della Human Library nata in Danimarca, nella ferma convinzione che raccontarsi sia il modo migliore per avvicinarsi, e che ogni storia di coraggio ha diritto di essere raccontata e diventare parte della memoria collettiva.
Lo spettacolo è realizzabile in spazi teatrali, ma è particolarmente adatto a luoghi non deputati di qualunque natura (finora è stato rappresentato in scuole, piazze, circoli, biblioteche, musei, oltreché teatri).
DURATA: 40’ + LABORATORIO DI CITTADINANZA ATTIVA CON GLI SPETTATORI
DICONO DELLO SPETTACOLO
… un equilibrio di scrittura perfetto che non calca mai, ma quasi nemmeno lo sfiora, il pedale del dramma, i fatti più duri sono semplicemente “detti” ed è più che sufficiente così. Diakitéha naturalezza e discrezione, padroneggia l’italiano anche nelle sue intonazioni più raffinate e scandisce il suo “reportage” con tempi scenici fluidi e che lasciano il giusto respiro all’ascolto di frangenti incredibili a sentirsi e non necessariamente tragici. Si ride anche, ascoltando questa cronaca pulita, asciutta, viva e pulsante. Questo è un modo che si rivolge, con intelligenza, alla testa degli spettatori, lasciando una traccia che muove il pensiero più dell’emotività. (Elena Scolari_magazine Paneacquaculture, visto a luglio 2022 a Jerzu durante il Festival dei Tacchi)
Mamadou, in piedi davanti a uno sgabello su cui non avrà mai bisogno di sedersi, ripercorre per tappe la strada che lo ha portato dalla Costa d’Avorio all’imbarco per l’Italia. Contrappuntato dalla fissazione di momenti specifici con poche figure a fare da raccordo come leitmotiv narrativi, il racconto restituisce con equilibrio e semplicità la realtà delle difficoltà di un attraversamento e delle sue regole imposte, seppur non scritte, senza il bisogno di frizionare su alcuna forma di pietismo e retorica, lasciando, col beneficio di momenti di tenerezza e ironia, la vividezza della scelta di “inseguire un sogno”. (Marianna Masselli_magazine Teatro e Critica, visto a giugno 2022 a Napoli presso Parco Corto Maltese)
Sul palco c’è 𝐌𝐚𝐦𝐚𝐝𝐨𝐮 𝐃𝐢𝐚𝐤𝐢𝐭𝐞́, che interpreta sé stesso raccontando il viaggio dalla Costa d’Avorio all’Italia. Lo spettacolo rinuncia completamente alla retorica del dolore. Diakiténon chiede mai compassione. Racconta.
Una domanda attraversa l’intero spettacolo: quanto vale la vita di un uomo? Ogni passaggio del viaggio ha un prezzo. Il deserto, la Libia, il Mediterraneo, i trafficanti, il denaro necessario per attraversare un confine, le fotografie pubblicate sui social da chi “ce l’ha fatta”, immagini che alimentano il sogno e insieme occultano il costo reale della speranza.
La forza del testo, costruito con 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐢𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐫𝐨𝐧𝐞, risiede però soprattutto nell’umorismo. Si sorride. E proprio questo rende più doloroso ciò che accade. La leggerezza non attenua il dramma: lo avvicina. Lo spettatore non assiste alla rappresentazione di una categoria sociale, ma incontra finalmente una persona.(Vincenzo Sardelli_KPL teatro, visto a luglio 2026 a Fasano all’interno del Puglia Show Case)
IL PROGETTO DIETRO IL RACCONTO
Racconto personale nasce dall’incontro extra-ordinario di una compagnia teatrale – Bottega degli Apocrifi – e di un cittadino straniero – Mamadou – ospite del più grande CARA (Centro Accoglienza Richiedenti Asilo) del Sud Italia. Accade nel 2018, quando la compagnia teatralelancia una call per attori e danzatori italiani e africani per la realizzazione di un nuovo spettacolo: Uccelli, da Artistofane.
In quel momento Mamadou si trova a Borgo Mezzanone, all’interno del CARA.
L’operatrice che insegna italiano agli stranieri all’interno della struttura conosce la compagnia e il lavoro degli Apocrifi e quando legge della call iscrive Mamadou e Bakary (ragazzo guineano che oggi collabora con la compagnia) al workshop di selezione.
Mamadou e Bakary arrivano al Teatro comunale di Manfredonia, casa artistica della compagine teatrale, e si trovano in mezzo a trentaquattro attori e danzatori provenienti dalle principali Scuole di teatro di tutta Italia. Loro non sono né attori né danzatori, ma sono indubbiamente africani, come richiesto dalla call!
A quel punto accade l’inaspettato: Mamadou e Bakary, senza mai essere entrati prima in un teatro, passano timidamente dalla platea al palco e la timidezza scompare, così come scompare improvvisamente la difficoltà della lingua, perché lì sopra loro farebbero qualunque cosa pur di far comprendere a chi li ascolta quello che hanno da dire, restituendo in scena una verità rara.
La compagnia propone loro di fare un pezzo di strada insieme, con un contratto di formazione/lavoro, fornendo loro il primo contratto regolare in Italia.
A novembre 2019 debutta lo spettacolo Uccelli, che vede in scena sia Mamadou che Bakary, accanto a due attori e tre musicisti professionisti. Lo spettacolo è una produzione di comunità, prevede cioè il coinvolgimento diretto in scena di alcune fasce della comunità (in questo caso bambini e ragazzi) che lavorano fianco a fianco con attori e musicisti.
La tournée di questo spettacolo comincia dalla Spagna, per poi tornare in Italia e imbastire un calendario fittissimo, che prevede per ogni tappa lo spostamento della compagnia per una settimana per lavorare con bambini e ragazzi della città che avrebbe ospitato lo spettacolo. A febbraio 2020 il calendario della compagnia prevede 14 settimane consecutive di tournée, un risultato incredibile … e invece il covid … e questo spettacolo, basato sull’assembramento, è messo in panchina.
In questo momento di fermo forzato gli Apocrifi immaginano di saperne un po’ di più dei loro nuovi compagni di viaggio e chiedono loro di raccontare la propria storia; Mamadou la mette per iscrittoin Italiano. Stefania, la drammaturga della compagnia, la legge e chiede il permesso di poterci mettere le mani. Mamadou non ha ben chiaro cosa voglia dire consegnare la propria storia in mano a qualcun altroe non pensa che ci siano persone interessate ad ascoltarla, ma vuole fidarsi e dice SI.
Il risultato è “Racconto personale”, un incontro teatrale in cui Mamadou racconta i primi tre giorni di un viaggio durato 7 mesi, dalla Costa d’Avorio all’Italia.
Lo spettacolo incontra il pubblico la prima volta il 6 agosto 2021, in quella che doveva essere l’unica tappa del lavoro, in seconda serata in un Festival alle undici di sera per dieci spettatori.
Ne arrivano sessanta e Mamadou non vuole andare in scena, sono troppi!
Stefania risponde che ha ragione, il patto prevedeva dieci persone, quindi se preferisce può fare sei repliche per dieci spettatori alla volta.
Seguono quindici minuti di trattativa, concludono che lo spettacolo si farà per i sessanta spettatori,ma a condizione che Stefania entri in scena con Mamadou e che prima che lui cominci a raccontare sia lei a parlare al pubblico.
Da quella notte a oggi lo spettacolo ha fatto 180 repliche in teatri, scuole, chiese, musei, cortili, biblioteche, piazze, festival e, che ci siano 10 o 500 spettatori, Mamadoue Stefania entrano sempre in scena insieme.
Informazioni e prenotazioni
Francesca Calabrese
3342373833 | ilteatrodelsole@gmail.com