E LA BELLA STANZA È VUOTA | O ALTRE ALLUCINAZIONI ISPIRATE DA DIAMOND JUBILEE DI CINDY LEE
Ideazione e coreografia Gianmaria Borzillo
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ideazione e coreografiaGianmaria Borzillo
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interpretazione, creazione e collaborazione artisticaAntonio Tagliarini, Barbara Novati, Fra De Isabella, Gianmaria Borzillo, Nicole De Leo
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musicaDiamond Jubilee (Cindy Lee, 2024)
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luce e scenaCosimo Ferrigolo, Valeria Foti
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cura e promozioneGiulia Traversi, Irene Rossini
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produzionecorpoceleste_C.C.00#
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con il supporto diZEIT/ Le Alleanze Dei Corpi, mare culturale urbano – Milano
“E la bella stanza è vuota” nasce dalle ispirazioni emerse dall’ascolto dell’album Diamond Jubilee di Cindy Lee; una serie di suggestioni che guidano la creazione del lavoro, così come l’energia e lo spirito dello stare in scena. L’album come primo elemento di una drammaturgia che vuole ragionare sul rapporto sfuggente e impercettibile con l’altro, provando a dialogare, forse a vuoto, con l’esigenza memoriale alla base dell’azione fotografica: Nan Goldin, ad esempio, fotografa per afferrare impossibilmente la sorella Barbara. La foto, che è un calco, impressiona il momento, restituisce le persone andate; eppure, il mistero persiste. Non resta che la testimonianza di questo ritrovo di solitudini. Il mistero della relazione e una sessione fotografica con cinque performer: un lavoro che vuole provare a costruire uno spaccato di un’umanità multipla e varia che letteralmente ci passa davanti; quasi una sintesi grezza e viva e sotto acidi di una serie di racconti che si manifestano attraverso la relazione tra corpi e identità e le loro metamorfosi, un farsi guardare e un guardare che si fa danza. Un movimento che lascerà infine solo l’alone del ricordo delle persone che hanno attraversato questa stanza ora vuota.