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Figli

di Mattia Torre

da giovedì 26 a domenica 29 novembre


Credits
  • di
    Mattia Torre
  • con
    Edoardo Pesce, Silvia D’Amico, Carlo De Ruggieri, Cristina Pellegrino
  • adattamento e regia
    Fausto Paravadino
  • produzione
    Nuovo Teatro

C’è una coppia che sta bene, si amano, vanno al cinema, hanno gli amici, si fanno le pizze, gli aperitivi, le vacanze e persino il teatro. Visto che stanno così bene diventano grandi e fanno una bambina. La loro vita cambia quasi completamente ma non tornerebbero indietro, prima erano felici in due, ora lo sono in tre: ancora di più. Poi la gioia, la vita, il destino… fanno un altro figlio. E tutto comincia ad andare a rotoli. Col secondo figlio succede loro quello che il secolo scorso succedeva quando se ne facevano una decina: la mamma diventa una mucca, il padre un bue da aratro. Bestie da soma. Il welfare è quello che è, l’Italia – lo sappiamo – da quel lato è il posto più difficile d’Europa e Roma è il posto più difficile d’Italia, ci vorrebbero più nonni più soldi, più nidi, più tutto… e invece siamo noi due che ce la mettiamo tutta con una bambina che pure ce la mette tutta e un bimbo nuovo nuovo che è venuto al mondo vestito da problema. Ma è possibile che sia davvero lui il problema? A volte magari sì. Ma nel nostro caso no. E i nostri eroi, dovranno trovare il coraggio di andare un po’ a fondo del problema se lo vogliono risolvere (e lo vogliono) e diventare ancora un pochino più grandi di quello che gli sembrava di essere già. “Figli” è un film di Mattia Torre di qualche anno fa, che adesso diventa una commedia di Mattia Torre e Fausto Paravidino. Io sono Fausto e ho provato ad aiutare Mattia a fare l’adattamento teatrale della sua commedia visto che lui non c’è più. Ho cercato di scrivere insieme a lui, con rispetto per il suo gusto (che condivido, per cui non è stato quello un gran sforzo) ma senza timori reverenziali, se qualcosa non mi funzionava bene ho cercato di vedere se cambiandola funzionava meglio. Adattare una sceneggiatura al teatro non è un atto automatico, il cinema rivela certi aspetti della vita e della scrittura, il teatro ne rivela altri. Questo per dire che chi ha amato il film lo ritroverà, ma quello che ho cercato di fare con questo adattamento e che cercherò di fare con lo spettacolo non è la ribollita. È un’altra cosa, speriamo tutti una cosa in più e non una cosa in meno. In scena si vedranno quattro attori. Due interpretano lui e lei, la coppia, gli altri due, insieme alla scena interpreteranno tutto il mondo perché in questo Mattia Torre è molto chiaro: quando guarda in una stanza dal buco della serratura è tutto il mondo che cerca di vedere. Ci proveremo, non vedo l’ora.

Orari e biglietti