Fomo
di Compagnia Zappalà Danza 2
in collaborazione con Körper | Centro di Produzione della Danza
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coreografia e regiaRoberto Zappalà
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musiche originaliPaula Matthusen, Stefano Simmaco
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drammaturgiaNello Calabrò
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danzatoriCZD2
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luci, scene e costumiRoberto Zappalà
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coordinamento artisticoSilvia Oteri, Fernando Roldan Ferrer
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direzione tecnicaSammy Torrisi
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una produzioneScenario Pubblico Compagnia Zappalà Danza | Centro di Rilevante Interesse Nazionale in collaborazione con ArtEZ Dansacademie (NL), Pergine Spettacolo Aperto, Stichting Theaterwerkplaats Generale Oost (NL)
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con il sostegno diMiC e Regione Siciliana Ass.to del Turismo, Sport e Spettacolo
Già Instrument 3: cage sculpture, terza tappa del progetto Instruments, questa produzione viene oggi recuperata dal repertorio della compagnia e riproposta con il titolo FOMO, in dialogo con le urgenze della contemporaneità. Il lavoro rielabora e approfondisce, attraverso le modalità e l’espressività del movimento dei corpi, un tema oggi più che mai attuale.
Se Instruments nasceva inizialmente con l’intento di esplorare, di volta in volta, la relazione tra corpo e un diverso strumento musicale – in questo caso il tamburo – Roberto Zappalà sceglie qui di rafforzare la dimensione concettuale del progetto, attribuendogli un nuovo titolo che mette a fuoco la paranoia contemporanea, la paura di rimanere esclusi e il bisogno di mascherarsi per poter essere ed esserci.
Ogni maschera diventa così uno schermo, nella sua doppia valenza di nascondere e rivelare: una mediazione costante tra l’individuo e il mondo. La contemporaneità amplifica, o talvolta genera, ossessioni: portare sé stessi, il proprio corpo – reale o virtuale – in spazi già abitati da altri corpi significa spesso passare da una solitudine a un’altra. Nel tentativo di uscire da una gabbia, se ne attraversa un’altra, forse ancora più insidiosa.
È nello stare insieme, nel danzare insieme, che si apre la possibilità di una liberazione: la ricerca, forse la scoperta, di una via d’uscita dalla gabbia.
FOMO: acronimo di ‘Fear of missing out’ (‘paura di rimanere escluso’), cioè “la sensazione d’ansia provata da chi teme di essere privato di qualcosa di importante…“ (Treccani)
Il sottotitolo L’insostenibile pesantezza dell’essere nasce da una ricerca su come i pazienti affetti da nevrosi e paranoia esprimono la propria patologia. In questo contesto, uno dei pazienti ha restituito proprio l’espressione sopra citata.