GEOGRAFIE INTIME
Körper Young 2Ö25
progetto di Gennaro Cimmino
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progetto diGennaro Cimmino
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coordinamento diSusanna Sastro e Flavio Ferruzzi
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interpretiAngela Bruno, Francesca Cerqua, Francesca Esposito, Lucia Suamy Di Rauso, Sara Foglia, Gabriella Luongo, Giorgia Mattiello, Monica Zoglio
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STUPOROSA_EXTdi Francesco Marilungo
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musiche originaliVera Di Lecce
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IPOGEOdi Flavio Ferruzzi e Susanna Sastro
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disegno luciFlavio Ferruzzi
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musiche originali diEmanuele Zampin
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brani diMichael Wall e Iosonouncane
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produzioneKörper | Centro Nazionale di Produzione della Danza – Körper Young 2Ö25
Otto giovani artiste, immerse nella veste del progetto Körper Young, hanno percorso un
labirinto creativo molto intenso, finalizzato alla professionalizzazione del lavoro della
danza e destinato a nuove messe in scena, attraverso una nuova maturità guadagnata,
di quello spazio invisibile riempito dalle vibrazioni del corpo e le sue emozioni.
Geografie Intime è il contenitore di due brani coreografici che focalizzano l’attenzione
su diversi stati interiori, temi sociali, fisici e psicologici che partono dall’interno e
dall’esigenza di doverli comunicare.
Due appuntamenti in un’unica serata, due differenti approcci allo spazio, al corpo, allo
sguardo, alla drammaturgia, due storie riunite.
STUPOROSA_EXT
A partire dal materiale coreografico di Stuporosa, otto giovani performer sono state guidate nella costruzione di una partitura fisica e corale che rielabora, riscrive e reinventa le traiettorie del pianto rituale. Attraverso un processo di trasmissione e risignificazione, sono state indagate le forme arcaiche del dolore condiviso, traducendole in gesti e frammenti corporei capaci di evocare immagini di pathos: posture del patire umano che attraversano i secoli e le culture.
Le otto interpreti abitano uno spazio scenico in cui i corpi diventano eco di lamenti antichi, si spezzano, si dissolvono, si ricompongono in nuove costellazioni rituali. Un esercizio collettivo di memoria e invenzione, nel tentativo di restituire senso al gesto del piangere insieme, di costruire una comunità effimera attraverso la condivisione di un’emozione trascesa e stilizzata.
IPOGEO
Ipogeo non è solo un luogo fisico sotterraneo, ma una metafora potente per tutto ciò che è celato, profondo, latente. IPOGEO è ciò che si muove quando nessuno guarda, un corpo che scricchiola dentro, come se qualcosa, o qualcuno, vi abitasse. IPOGEO è un corpo-faglia, attraversato da pressioni invisibili, una danza di fratture lente come un antico respiro della terra. C’è una forza che sale, una crepa che danza. Qualcosa si muove e non chiede permesso.