Skip to main content

GEOGRAFIE INTIME

Körper Young 2Ö25
progetto di Gennaro Cimmino

sabato 11 ottobre


Credits
  • progetto di
    Gennaro Cimmino
  • coordinamento di
    Susanna Sastro e Flavio Ferruzzi
  • interpreti
    Angela Bruno, Francesca Cerqua, Francesca Esposito, Lucia Suamy Di Rauso, Sara Foglia, Gabriella Luongo, Giorgia Mattiello, Monica Zoglio
  • STUPOROSA_EXT
    di Francesco Marilungo
  • musiche originali
    Vera Di Lecce
  • IPOGEO
    di Flavio Ferruzzi e Susanna Sastro
  • disegno luci
    Flavio Ferruzzi
  • musiche originali di
    Emanuele Zampin
  • brani di
    Michael Wall e Iosonouncane
  • produzione
    Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza – Körper Young 2Ö25

Otto giovani artiste, immerse nella veste del progetto Körper Young, hanno percorso un
labirinto creativo molto intenso, finalizzato alla professionalizzazione del lavoro della
danza e destinato a nuove messe in scena, attraverso una nuova maturità guadagnata,
di quello spazio invisibile riempito dalle vibrazioni del corpo e le sue emozioni.
Geografie Intime è il contenitore di due brani coreografici che focalizzano l’attenzione
su diversi stati interiori, temi sociali, fisici e psicologici che partono dall’interno e
dall’esigenza di doverli comunicare.
Due appuntamenti in un’unica serata, due differenti approcci allo spazio, al corpo, allo
sguardo, alla drammaturgia, due storie riunite.

STUPOROSA_EXT
A partire dal materiale coreografico di Stuporosa, otto giovani performer sono state guidate nella costruzione di una partitura fisica e corale che rielabora, riscrive e reinventa le traiettorie del pianto rituale. Attraverso un processo di trasmissione e risignificazione, sono state indagate le forme arcaiche del dolore condiviso, traducendole in gesti e frammenti corporei capaci di evocare immagini di pathos: posture del patire umano che attraversano i secoli e le culture.
Le otto interpreti abitano uno spazio scenico in cui i corpi diventano eco di lamenti antichi, si spezzano, si dissolvono, si ricompongono in nuove costellazioni rituali. Un esercizio collettivo di memoria e invenzione, nel tentativo di restituire senso al gesto del piangere insieme, di costruire una comunità effimera attraverso la condivisione di un’emozione trascesa e stilizzata.

IPOGEO
Ipogeo non è solo un luogo fisico sotterraneo, ma una metafora potente per tutto ciò che è celato, profondo, latente. IPOGEO è ciò che si muove quando nessuno guarda, un corpo che scricchiola dentro, come se qualcosa, o qualcuno, vi abitasse. IPOGEO è un corpo-faglia, attraversato da pressioni invisibili, una danza di fratture lente come un antico respiro della terra. C’è una forza che sale, una crepa che danza. Qualcosa si muove e non chiede permesso.

Orari e biglietti