MODO MINORE
di Enzo Moscato
con Lalla Esposito
e con la direzione musicale di Pasquale Scialò
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PER LA RASSEGNA WE LOVE ENZO
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diEnzo Moscato
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conLalla Esposito
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musicistiPaolo Cimmino, Antonio Colica, Antonio Pepe, Claudio Romano
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progetto, arrangiamenti e direzione musicalePasquale Scialò
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produzioneCompagnia Teatrale Enzo Moscato/Casa del Contemporaneo
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foto di scenaPino MIraglia
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durata70 minuti
Per la quarta edizione di We Love Enzo, rassegna dedicata al genio teatrale di Enzo Moscato, va in scena Modo Minore, che vede protagonista il talento poliedrico di Lalla Esposito, guidata dal Maestro Pasquale Scialò, ideatore del progetto e responsabile della direzione musicale, accompagnata da un raffinato ensemble composto da Claudio Romano chitarre e mandolino, Antonio Colica al violino, Antonio Pepe al contrabbasso e Paolo Cimmino alle percussioni.
Lo spettacolo indaga il rapporto tra teatro e canzone. Scritto da Enzo Moscato, attraversa il repertorio musicale napoletano e internazionale degli ultimi decenni del Novecento. Le canzoni, arrangiate per un organico strumentale da camera, spaziano da Carosone a Tenco, da Dalida a Pino Mauro, passando per gemme dimenticate come Serenata arraggiata e Mandolino d’’o Texas.
In questo viaggio tra i vicoli di Napoli e le atmosfere dei night club, Lalla Esposito, con la sua voce capace di unire leggerezza e intensità, dà vita a un racconto in musica intriso di memorie e emozioni. «Non è stato facile per me entrare nella poesia musicale di Enzo Moscato fatta di piccolissimi segni, congiunzioni enormi come la sua anima, ma ancora una volta mi è venuto in soccorso il suo modo “minore”, dove il suo minimalismo sottraente, nel raccontare piccole storie apparenti, diventa carne viva e pulsante nell’affrontare anche la canzone» commenta l’artista.
Pasquale Scialò, storico sodale di Moscato, aggiunge: «In questo incessante navigare, tra memoria episodica e continui stimoli dalle reti digitali, si delinea un bricolage sonoro da cui affiorano piccole perle dimenticate: da Serenata arraggiata di Mallozzi-Colosimo del 1958 a ‘O bar ‘e ll’università di Annona-Di Domenico del 1971, fino a un paradossale Mandolino d’’o Texas, in bilico tra creatività e luoghi comuni di Napoli».