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Sorry, boys

di e con Marta Cuscunà

da giovedì 8 a domenica 11 aprile 2027


Credits
  • liberamente ispirato a fatti realmente accaduti a Gloucester, Massachusetts. Terza tappa del progetto sulle Resistenze femminili
  • di e con
    Marta Cuscunà
  • progettazione e realizzazione teste mozze
    Paola Villani
  • assistenza alla regia
    Marco Rogante
  • disegno luci
    Claudio “Poldo” Parrino
  • disegno del suono
    Alessandro Sdrigotti
  • animazioni grafiche
    Andrea Pizzalis
  • esecuzione dal vivo luci, audio e video
    Marco Rogante
  • costume di scena
    Andrea Ravieli
  • co-produzione
    Centrale Fies
  • con il contributo finanziario di
    Provincia Autonoma di Trento, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
  • con il sostegno di
    Operaestate Festival, Centro Servizi Culturali Santa Chiara, Comune di San Vito al Tagliamento Assessorato ai beni e alle attività culturali, Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia
  • cura
    Etnorama – Cultura per nuovi ecosistemi
  • organizzazione
    Laura Marinelli
  • distribuzione
    -François Mathieu
  • teste gentilmente concesse da: Eva Fontana, Ornela Marcon, Anna Quinz, Monica Akihary, Giacomo Raffaelli, Jacopo Cont, Andrea Pizzalis, Christian Ferlaino, Pierpaolo Ferlaino, Filippo pippogeek Miserocchi, Filippo Bertolini, Davide Amato
  • un ringraziamento ad Andrea Ravieli, Lucia Leo, Roberto Segalla e alle ragazze e ai ragazzi del Gender and Sexuality Group del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico
  • foto di scena
    Daniele Borghello

Nel nero della scena, due schiere di teste mozze. Da una parte gli adulti: i genitori, il preside, l’infermiera della scuola. Dall’altra i giovani maschi, i padri adolescenti. Sono tutti appesi come trofei di caccia, inchiodati con le spalle al muro da una vicenda che li ha trovati impreparati. I fatti sono realmente accaduti nella scuola superiore di Gloucester, in Massachusetts. Diciotto ragazze incinte contemporaneamente – numero quattro volte sopra la media – e non per tutte sembra trattarsi di un incidente. Alcune delle giovani avrebbero pianificato insieme la loro gravidanza, come parte di un patto segreto, per crescere i bambini in una specie di comune femminile. Giornalisti da ogni dove accorrono nel tentativo di trovare una spiegazione per un patto di maternità così sconvolgente: una di loro confessa di aver voluto creare un piccolo mondo nuovo dopo aver assistito a un femminicidio.

Orari e biglietti